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Le azioni regionali e locali di contrasto alla povertà. Progetto di ricerca “La povertà in Sardegna: dimensioni, caratteri e risposte” Rapporto 2

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Autore: Fondazione E. Zancan, Csv Sardegna Solidale
Numero di pagine: 167
Editore: Csv Sardegna Solidale
Anno di pubblicazione: 2011

 

Gli effetti delle modifiche costituzionali e della riforma sul federalismo fiscale responsabilizzano maggiormente le regioni e gli enti locali nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale: il riparto di competenze disegnato dalla riforma del 2001 attribuisce alle regioni competenze residuali in materia di assistenza sociale, e le funzioni amministrative sono prevalentemente attribuite ai comuni. Il recente intervento in materia di federalismo fiscale completa il quadro, introducendo, con esiti ancora da verificare, strumenti di reperimento e di spendita delle risorse fortemente territorializzati. Di conseguenza, anche il sistema delle risposte di contrasto alla povertà è sempre più “territorializzato”: il livello locale e quello regionale hanno sempre maggiore responsabilità in materia di interventi di contrasto alla povertà e all’esclusione, di redistribuzione delle risorse tra territori e tra fasce sociali.
Seppure la Sardegna sia una regione a statuto speciale, non resta immune da tali cambiamenti di prospettiva: già la legge di riforma del sistema integrato dei servizi sociali (legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2005) ha disegnato un assetto istituzionale in cui gli enti locali sono i protagonisti della programmazione e della realizzazione dei servizi alla persona, attraverso gli ambiti. Tra le misure da realizzare, il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale è espressamente assunto dal legislatore regionale tra i livelli essenziali di assistenza che debbono essere assicurati su tutto il territorio regionale (art. 30, legge regionale n. 23 del 2005). 
Due sono stati i livelli di intervento considerati nella realizzazione della ricerca: quello regionale, che integra le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento in materia, e quello locale, di attuazione degli interventi. Di conseguenza l’approfondimento delle azioni di contrasto alla povertà si è sviluppato con una analisi bifocale, che ha preso in considerazione atti regionali (leggi e delibere) e atti locali adottati nell’ambito della programmazione unitaria dei servizi.
Il lavoro di analisi si è basato sulle fonti ufficiali disponibili, adottate dalle istituzioni regionali e dagli ambiti territoriali tra il dicembre 2005 e il febbraio 2011, e che hanno interessato profili di intervento riconducibili al contrasto alla povertà. 
In particolare, la ricognizione degli atti regionali di rango legislativo e amministrativo ha preso in considerazione sia interventi di carattere prettamente sociale, sia interventi che, seppure afferenti a politiche diverse da quelle sociali, hanno obiettivi redistributivi, di tutela delle fasce deboli della popolazione, di promozione di processi di inclusione sociale. La regione, infatti, in qualità di ente dotato di poteri di programmazione socioeconomica, indirizzo e coordinamento nei diversi ambiti di politica pubblica, ha una ampia gamma di strumenti a disposizione per contrastare la povertà nelle sue diverse componenti di assenza di risorse economiche, ma anche difficoltà di accesso ai servizi, alle opportunità, al lavoro.
Sul versante territoriale sono state prese in considerazione le azioni promosse nel territorio attraverso i Piani locali unitari dei servizi (Plus) finalizzate al contrasto della povertà e dell’esclusione sociale su base locale.
L’analisi ha avuto come obiettivo l’approfondimento delle capacità di risposta istituzionale con riferimento ai principali aspetti qualificanti l’intervento: il tipo di misure adottate, la platea dei beneficiari interessata e ai relativi criteri di selezione, l’assetto istituzionale e organizzativo delineato, l’investimento economico realizzato per il finanziamento delle misure introdotte e dei progetti realizzati, la loro durata.
Contenuti
Premesse e strumenti della ricerca (Gli strumenti di analisi predisposti; Le fonti regionali considerate; Le fonti locali considerate)
Le azioni regionali (La sintesi dei risultati; Le schede di analisi delle leggi regionali; Le schede di analisi delle delibere regionali; Altre fonti)
Le azioni locali (La sintesi dei risultati; Le schede di analisi degli atti di programmazione locale; Provincia di Cagliari; Provincia di Carbonia-Iglesias; Provincia di Medio Campidano; Provincia di Nuoro; Provincia dell’Ogliastra; Provincia di Olbia Tempio; Provincia di Oristano; Provincia di Sassari; Le schede di approfondimento)
Conclusioni