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Welfare territoriale e non autosufficienza in Toscana. Il contributo del sindacato alla qualificazione dei percorsi assistenziali

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Anno di pubblicazione: 2013
Autore: FNP Cisl Toscana e Fondazione Emanuela Zancan onlus
Numero di pagine: 72
Editore: FNP Cisl Toscana e Fondazione Emanuela Zancan onlus

Nello sviluppo dei sistemi di welfare territoriali la partecipazione degli attori sociali ha un ruolo cruciale, non solo nella rappresentazione dei bisogni e delle istanze dei soggetti deboli, ma anche nel concorso alla determinazione delle priorità, nella attuazione degli interventi e nella loro valutazione. È sempre più evidente, infatti, che le politiche sociosanitarie e il sistema dei servizi si reggono sulla responsabilità congiunta di istituzioni e soggetti della società civile. E se le prime sono titolari delle funzioni di governo e di amministrazione, i secondi sono sempre più parte attiva nella ricerca di risposte ai bisogni del territorio. Tuttavia, per dare sostanza e contenuti alla partecipazione, evitando che rimanga un fatto meramente formale, occorre che gli organismi che sono espressione della società civile acquisiscano competenze tecniche rispetto ai temi legati al governo dei servizi sociosanitari, alla qualità e all’efficacia delle risposte, alla capacità di lettura dei bisogni delle fasce più deboli della popolazione. Queste sono le motivazioni che hanno spinto la Fnp Cisl Toscana, in collaborazione con la Fondazione Zancan, a realizzare un percorso sperimentale di formazione e ricerca, finalizzato al monitoraggio dei percorsi assistenziali praticati nelle zone-distretto della regione. Sono stati esplorati i percorsi di accesso e presa in carico dei servizi sociosanitari territoriali rivolti agli anziani non autosufficienti residenti in 10 delle 34 zone-distretto della Toscana. 

Indice.

Presentazione. Introduzione.

1. Modelli di governance e caratteristiche demografiche.

2. La rilevazione sui punti insieme (La diffusione territoriale dei Punti Insieme. Copertura oraria settimanale. L’accessibilità. L’informazione dentro e fuori i Punti Insieme. L’attenzione alla persona e la tutela della riservatezza. Le risorse umane dedicate).

3. Le unità di valutazione multidisciplinare (Uvm) e la presa in carico ordinaria (L’istituzione delle Uvm. La composizione delle Uvm. L’attività delle Uvm. La provenienza delle domande. Le risposte ai bisogni: istanze valutate, piani di assistenza realizzati, interventi erogati. I tempi di risposta).

4. La presa in carico in situazioni di criticità: l’emergenza, l’urgenza e la continuità assistenziale (La presa in carico di emergenze e urgenze. La continuità assistenziale).

5. La valutazione economica e la compartecipazione alla spesa (Le indicazioni regionali. L’attuazione zonale della disciplina regionale).

6. Il confronto interzonale (L’organizzazione dei punti insieme. Le unità di valutazione multidisciplinare. La presa in carico ordinaria, in urgenza emergenza, in continuità. Da una visione frammentata a una visione globale).

Conclusioni e prospettive.

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